degli immobili italiani sono dismessi. Due volte e mezzo Roma.
500 k negozi ed uffici vuoti – 700 k immobili industriali
20 k beni di interesse culturale – 105 mil valore potenziale
Riattivare i luoghi attraverso la raccolta di soggetti attivatori esterni; aperti a tutti, trasparenti e permeabili perché sono ormai tra i luoghi fondamentali per costruire comunità, per socializzare, e soprattutto per formarsi.
siti UNESCO in Italia, davanti a Cina e Spagna.
7 italiani su 10 non consumano cultura.
30% del patrimonio italiano è in Sicilia.
attiriamo solo il 10% dei turisti italiani.
L’italia è il Paese con il più alto patrimonio culturale al mondo, ma 7 italiani su 10 nell’ultimo anno non hanno consumato contenuti culturali. Questo ci da la misura non solo degli impatti sociali ma anche della difficoltà che le realtà operanti nel settore debbano fronteggiare per sostenersi. E queste statistiche confermano una realtà fatta di paradossi, dove i patrimoni sono visti come un’ostacolo anziché un’opportunità.
Lo vediamo nei patrimoni creativi, nella crisi lavorativa; nei patrimoni umani, nel fenomeno dell’immigrazione, nei patrimoni urbani, nel fenomeno della gentrification e della pianificazione strabica delle città. ovviamente sappiamo quanto questi fenomeni siano interconnessi in un sistema articolato come quello delle città. Spesso questi fenomeni coesistono.
Evocava, il nostro progetto per le cave di Mazara, è un progetto che nasce lo scorso anno e si riferisce non solo allo spazio che vi ho descritto, Casa Periferica, ma a tutto il quartiere ed alcune parti della città. E nasce dall’idea di valorizzare il patrimonio delle cave.
Viviamo in città piene di tesori che meritano di essere scoperti e valorizzati. Ognuno di noi ha in mente tanti beni culturali della propria città, quanti quelli che andrebbero valorizzati.
Eppure le buone pratiche esistono. Basti pensare allo straordinario lavoro della napoli sotterranea, che ha creato una pluralità d’impatti portando alla luce un patrimonio inespresso.
dei bambini italiani vive in una condizione di povertà assoluta.
~ 3.500.000
Save the Children, la lampada di Aladino
significa prima di tutto renderle consapevoli attraverso un’operazione educativa, dare loro gli strumenti per interpretare il mondo, le dinamiche, ed assumere delle posizioni eticamente valide.
una delle percentuali più alte dell’Unione Europea, inferiore soltanto a quella rilevata in alcuni nuovi Stati membri (Bulgaria, Romania, Ungheria, Lituania) o in paesi particolarmente segnati dalla crisi finanziaria come l’Irlanda e la Grecia.
Nel paese culla della cultura occidentale, che ancora oggi detiene il maggior numero di siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, più del 60% dei bambini tra i 6 e 17 anni non abbia visitato un museo e ben il 74% non abbia fatto visita ad un monumento o ad un sito archeologico durante l’anno. Come in un circolo vizioso, la povertà educativa alimenta quella economica e viceversa.
“Sono cervelli di ritorno, rientrati per lavorare sulla riabilitazione dei territori dove vivevano, per espandersi e replicarsi”
Catterina Seia – Fitzcarraldo
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