Dalla fascia, il nostro oggetto di analisi è esteso alla marginalità dei luoghi e dei contesti sociali, a prescindere dalla loro localizzazione geografica. I quartieri mazaresi sono legati a doppio filo con le politiche di sviluppo del territorio italiano degli ultimi 50 anni, dove discontinuità, sregolatezza e senso di emergenza hanno più volte segnato la città senza alcuna visione strategica, pur avendo a disposizione dei patrimoni storici, culturali e naturalistici unici.

Crediamo che alla visione ormai datata di una politica di sviluppo focalizzata esclusivamente sui centri storici, si possa rispondere con una visione olistica delle opportunità del territorio, mettendo a sistema risorse ed opportunità.

Scopri #periferici, il nostro progetto d’indagine sulle periferie di Mazara.

Il quartiere Macello ha occhi, gambe e braccia. Un unico corpo che a volte si smembra o si unisce in piccoli riti, ed in entrambi i casi produce storie memorabili e piccole leggende.

Prima periferia Nord di Mazara, nel quartiere risiedono circa 6000 persone, famiglie di lavoratori, anziani, giovani artigiani e studenti, che vivono il quartiere a seconda del loro lavoro ed abitudini.

Data la presenza del cimitero, all’interno del quartiere vi sono prevalentemente botteghe artigiane, fiorai, marmisti. Le presenze più influenti sono rappresentate dai plessi della scuola elementare, che ospita circa 200 studenti, e dalla chiesa di S. Rosalia che ogni anno, nella prima settimana di settembre, celebra la Santa attraverso celebrazioni liturgiche di massa che coinvolgono abitanti e luoghi del quartiere. Ogni mercoledì il Macello ospita il mercato rionale, per il quale viene letteralmente invaso da gran parte della popolazione.

Dietro le quinte dormono le antiche cave di tufo: occupano metà della superficie del quartiere, e sembrano volersi svegliare.

Un’area dismessa di 3000 mq, composta da una cava di tufo di 2500 mq più un ex asilo degli anni ’80.

I due spazi, perfettamente fruibili, sono stati di supporto per l’organizzazione di eventi ed iniziative di vario genere, tra cui il festival. Adesso stiamo lavorando allo sviluppo graduale di questi spazi: vogliamo mettere su un avamposto che promuova forme di produzione e promozione culturale tutto l’anno, con un occhio di riguardo verso pratiche di rigenerazione urbana, inclusione ed innovazione sociale.

Miriamo a collaborare con istituti formativi, associazioni e professionisti di vario genere, giovani imprenditori, per far nascere una nuova polarità all’interno della città. È previsto che da questi spazi si ottengano gradualmente delle aree diversificate, partendo da servizi come una foresteria sostenibile, un corner food&drink, un Re-cycle & Vintage Shop, a supporto di iniziative come laboratori, talk, eventi di grandezza variabile, progetti di residenza artistico/creativa.